PUNTATA N.20 - Le Rovine - Prima Parte
- 2 giorni prima -
Era Notte. Gli zubat quella sera cantavano le loro grida di caccia, in cerca di sangue e di vittime. I pokémon diurni erano invece assopiti sui rami degli alberi o nei loro nidi a terra, non c'era altro rumore che il fruscio delle ali e delle zampe dei cacciatori e i loro versi. La notte era cupa anche per il cielo, nuvole pesanti camminavano lente nel vento, e da queste ne si formavano altre, che si scontravano con i loro simili con calma irruenza. Tutto era calmo, perfino in mezzo al deserto sabbioso di zafferanopoli, dove fredde illuminavano lo scuro, solo le luci del carcere di sicurezza della regione di Kanto: qua tutti i malviventi e coloro che erano stati arrestati scontavano la loro pesante pena, e cercavano rifugio dalla loro malvagità per diventare uomini migliori, o almeno così sperava. Queste speranze però erano vane per una coppia in particolare di detenuti: questi erano, come si volevano far chiamare, Numero 1 e Numero 2. Numero 1 e 2 erano stati catturati mentre svaligiavano un centro commerciale, da un gigante che lì avevano trovato anche se era sera inoltrata e che, secondo loro, crudelmente li aveva messi al tapperto, chiamando le forze dell' ordine. Da quel momento erano stati subito inviati nella loro cella, dove notte e giorno, controllati, giocavano a Dama, a carte o guardavano fuori dalla finestra sbarrata, in cerca di luce. Anche quella sera stavano facendo lo stesso, erano riusciti a farsi dare da un secondino un foglio di carta e una penna per giocare a tris, e stavano passando in questo modo, senza nascondere la noia, la solita serata nel carcere. Ma quella sera la loro lenta pace sarebbe stata spaccata in mille pezzi. Infatti, stavano per essere liberati da un terzo individuo, che intanto guardava dal di sopra di una duna, col binocolo, la struttura.
- Bah! Che Noia! Questo carcere è tutto meno che sicuro... se volessi questa sera stessa riuscirei a liberare tutti i galeotti. Che Noia Mostruosa! - borbottava osservando con le sue lenti, e analizzanto la planimetria del penitenziario grazie sempre al suo binocolo, che in realtà era una macchina di analisi portentosa, avanti a molte tecnologie odierne. - Umh... l' unica cosa è che è piuttosto grande, e le guardie non mancano. Qui serve un' azione da manuale, vero Gardevoir?- il pokémon annuì. Allora la figura si alzò, si allacciò le scarpe nere e si allacciò gli occhiali ad infrarossi. Tutto era pronto per la sua entrata in scena.
- Ah! sei proprio una schiappa numero 2, non c'è gusto a giocare con te!- - Ma capo! non dica così! La prossima volta starò più attento alle mosse- - Nah! non imparerai mai tu!- diceva Numero 1 alzandosi dal tavolino traballante in mezzo alla cella stretta e lunga e andando a balzare sulla branda, per guardare le dune lontane nella notte... poi si staccò dalle sbarre, scese e si sedette sul letto con le mani in volto, scandalizzato. Numero 2 si avvicinò a lui mettendogli una mano sulla spalla e rassicurandolo, ma lui la rifiutò e disse serio, con occhi di fuoco e con la sua solita voce brontolante: - Dobbiamo Uscire da qui... al capo superiore non piacerà il fatto che ci abbiano catturati, potrebbero anche torturarci per sapere se abbiamo detto qualcosa alla polizia..- - Capo, secondo me dovremmo arrenderci, non ci possiamo fare nulla... - - STAI ZITTO IDIOTA! Sei il solito pessimista! Noi siamo destinati a continuare le nostre ricerche! - - Si... ma noi...- -EHI! Detenuti N. 9309 e 9310! Statevi Zitti e Dormite!- disse il secondino sbattendo il pugno contro le grate di acciaio - Si.. Sissignore- rispose numero 1 ironico con la voce seccata. L' uomo quindi se ne andò soddisfatto.
La figura, intanto, dalle dune lontane col suo pokémon erano già entrati dentro il penitenziario, aggirando le guardie esterne e interne con maestria. Erano nascosti dietro un muro, e guardavano con i loro mezzi, oltre i muri, cercando due persone, loro obiettivo. La loro attenzione cadde immediatamente su due persone che a quell' ora non erano ancora sulle loro brande, ma avevano iniziato a giocare a dama. Si avvicinarono quindi al muro e l' umano estrasse una pistola, e con questa sparo in silenzio una corda uncinata che si fissò al tetto. Quindi ordinò a Gardevoir di rendere debole la parete esterna della cella e lui eseguì. Quindi strinse la fune fra le mani e Gardevoir gli saltò sulla schiena. Salì all' altezza desiderata e si diede una lieve ma decisa spinta col piede per dondolare indietro. La spinta diede molta forza, la figura balzò in alto, coprendo per un millesimo di secondo la luna nella cella.
- COSA E' STATO?!- chiese impaurito Numero 2, mentre Numero 1 si avviava alla finestra - Sarà stato un uccell...- Proprio in quel momento la figura ritornò al muro buttando i piedi in avanti e sfondò il muro della cella sino al pavimento travolgendo Numero 1 di calcinacci. La figura quindi si rivelò a Numero 2: - Sei proprio tu NUMERO 3!!- Numero 1 quindi si rialzò - Che ci fai qui?- - E me lo chiedi anche Numero 1, sono qui per...- La sua presentazione fu disturbata dal rumore di numerosi agenti che stavano accorrendo - GARDEVOIR! SOSTITUTO! -
Gli agenti arrivarono in massa, girarono l' angolo e videro la cella privata di una parete, e due fantocci sulle sedie che "giocavano" a dama. - Ma cosa?!- Entrarono, subito dopo sentirono un bip bip proveniente dai manichini di sacco, si fece più veloce, molti agenti scapparono ma....
BOOOOM!!
- C'era proprio bisogno di fare tutto questo casino, Numero 3?!- Si lamentava Numero 1 aggrappato alla sua gamba mentre essa volava tenendo quota col jetpack - Mi piace vedere esplodere qualcosa- rispose. - Grazie Numero 3 di averci salvati!- disse Numero 2 attaccato all' altra - Ah no! Non devi ringraziarmi! Fosse per me vi avrei lasciato marcire lì dentro, buoni a nulla!- -Sempre la solita! Bah!- - Il capo superiore vi vuole! Subito!- - IL ...IL ... IL CAPO SUPERIOREEE?!- e così volarono via, nella luce della luna, rischiaratasi.
- - - -
- Jack! Jack!- Vanessa corse incontro al ragazzo, che si era messo sotto un albero alto dalle fronde accoglienti, a cavalcioni, tenendosi le ginocchia e facendosi cullare dal vento, ma che non aveva risposto alla chiamata. Oscar seguì a lei. Entrambi lo raggiunsero. Lui non fece una piega. - Jack! Dai! Parlaci!- continuava lei, senza ricevere risposta da Edward, che teneva gli occhi bassi. - Jack?!- lui non rispose, lei si abbassò quindi con i capelli mossi dal vento, cercò gli occhi suoi e alzò il braccio, che frustò contro lo zigomo del giovane, che mosse la testa indietro per il movimento dell' aria. Edward quindi abbassò gli occhi ancora di più, trattenendo una lacrima che non voleva lasciare al terreno. - SEI UN IDIOTA!- e si allontanò, sventolandogli con disdegno sul volto la gonna sunga del suo vestito candido, mentre se ne andava, col magone in cuore.Oscar seguì quindi Vanessa senza dire una parola, ma lei si bloccò e si rivolse al ragazzo dalla guancia marchiata di quello schiaffo liberatorio: - Senti, Margery Hito ci ha detto che entrerà nelle rovine qui vicino domani, dove hanno finito di lavorare... noi andremo con lei, per cercare informazioni su quel mostro, tu fai quel che vuoi.- e così ripartì.
Jack rimase in quella posizione per ore e ore, sopportando la notte e il suo gelo, senza muoversi, come un bozzolo. La sera non fu facile per nessuno quella volta: Oscar e Vanessa, opportunatamente in un' altra stanza, avevano trovato posto dove dormire a casa della professoressa, ma nessuno dei due riusciva a prendere sonno, Oscar steso sul letto pensava ai fatti accaduti, al mostro... Vanessa prevalentemente si chiedeva come stesse Edward, e stava anche lei sulle bianche lenzuola, a stringere come orsacchiotti sul suo cuore sia Mireep sia Pireep, che dolcemente e incurante dei sentimenti di Edward, un po' come sempre, si era addormentato; e così parlava alla sua compagna con parole deboli, preoccupate, tormentate anche dalla consapevolezza che i due pokémon che aveva sempre avuto accanto sino a quel momento non erano ciò che aveva pensato... ripensava allora all' esito del pokédex su di loro:
"-Mireep e Pireep. Sono due pokémon nati da un uovo di Mareep, attribbuito ad un Plusle o un Minum. Registrazione Dati Attuata-"
Ma alla fine i calcoli erano davvero tutti sbagliati... non c'è mai stato un uovo, mai un genitore... o forse prima ancora... Mireep e Pireep erano frutto di una modifica genetica fatta dall' uomo. Poi si addormentò.
- Mi raccomando, seguitemi tutti, non vi perdete! Dove andremo sono posti pericolosi, non vorrei che rimaneste indietro! ok?- si premurò Margery, caricando lo zaino sulle spalle coperte di una tenuta marrone quasi da scout. - Certamente! - seguirono Oscar e Vanessa, che per una delle sporadiche volte, aveva vestito i pantaloni presi in prestito dalla professoressa, mettendo nello zaino il vestito candido e lungo. Edward non era con loro e Vanessa era molto in pensiero per lui, ma alla fine, pensandolo, faceva una smorfia disgustata, e lo biasimava. Si erano già allontanati dal laboratorio e avevano seguito l' impervia via della zona safari, che poi, ad un certo punto, avevano lasciato per dirigersi verso alcune alture dietrostanti, a cui nessuno accede, neanche i pastori, in quanto molto steppose e aride. Il sole era cocente e Vanessa soleva asciugarsi la fronte durante il cammino, incurvando la schiena in avanti per bilanciare il peso dello zaino. Il cammino era molto lungo, avevano sorpassato numerosi recinti e avevano percorso più campi, ma da un certo punto in avanti, Oscar si accorse dell' assenza di alberi, tranne qualcuno già secco qua e là. Il paese era ormai lontano e La comitiva si teneva al terreno pendente con dei bastoni, per salire su una collina, che superarono. Hito si fermò e affermò con forza: - Siamo quasi arrivati!-. Dalla collina, infatti, si potevano ben vedere le persone che scaravano con molta circospezione. Il sito era sovrastato da un grande buco nel terreno, circondato da due monoliti, uno in piedi e uno caduto, ai lati della scala di roccia che si perdeva nell' oscurità della fossa quadrangolare.
I tre Scesero e si avvicinarono agli archeologi. - Ragazzi, sentite i picconi muoversi da quella fossa nel terreno? Ebbene! Oggi riporteremo alla luce un famosissimo amuleto, legato ad un pokèmon a cui era dedicata questa zona. Seguitemi! il tanto atteso momento è alle porte!!-. Un archeologo, appoggiò l' orecchio alla parete e subito si diresse verso Margery. - Perfetto! Questa pareste sta per cadere! Quindi allontaniamoci!-. I ragazzi fecero lo stesso. Gli archeologi buttarono giù la parete in due colpi, riempendo l' aria di polvere che fece tossire tutti i presenti, che si riparavano gli occhi per non piangere. La luce invase la stanza appena scoperta, e questa illuminò le pareti, i suoi geroglifici, le sue pitture, e la parete frontale, in oro massiccio, incisa di altri geroglifici con una parte centrale, in terracotta, piana, apparentemente senza significato, rispetto alla bellezza del resto della parete in oro. Una bellezza mozzafiato, che incantò i due ragazzi che entrarono commossi con la professoressa, che si gettò ad analizzare da vicino i colori delle pareti, le sue iscrizioni... era estasiata, senza parole: tutto ciò che studiava da anni, tutte le sue risposte erano davanti ai suoi occhi.
- Ma professoressa... l' amuleto?- chiese ingenuamente Vanessa. - Credo... sia dentro lì- indicò profondamente Oscar, con il suo vocione, diretto verso il quadrato di terracotta. - Esatto Oscar! Deve essere per forza lì dentro!- passò qualche secondo - Ragazzi! Mettiamoci all' opera! - disse agli argeologi, che si misero con lo scalpellino e il martello, per far cadere anche quella barriera che divideva gli esploratori dal tesoro finale. La Parete stava quasi per cedere: gli sguardi, i cuori, le anime di ogni persona in quel posto, balzavano come impazziti, e fissavano tutti gli archeologi, che buttarono giù il "tappo". Ne caddero giù i cocci, uno ad uno. Gli occhi si spalancarono, le bocche si aprirono, i cuori tremarono.
- COSA?! - Gridò Margery - Non c'è ... n...niente?- la rientranza rivelata dagli archeologi aveva rinvenuto un piccolo piedinstallo di ferro, ma senza nessun amuleto sopra. -Ahahah-ridò una voce dall' esterno. Tutti si girarono verso la provenienza della voce: un uomo basso e tarchiato vestito di una tuta metallizzata con una cintura molto accessoriata che si nascondeva sotto la grassa pancia, stava ridendo. Al suo fianco un uomo che era uno stecchino, alto, curvo in avanti, con un cappellino di lana nera che gli copriva i capelli e una barba mal rasata, su una faccia lunga e buffa: erano Numero Uno e Numero Due. -Wahahhahahahahahha- Continuava a ridere numero uno. - Chi siete voi?!- gridò irata Margery Hito. -Ah... eahm.. giusto!- si schiarì la voce Numero uno - Preparatevi a Passare dei guai!!- esordì ma fu bloccato - Che c'è Numero Due?!- -Quello non è il nostro motto capo...- -Ah Giusto! ... Udite Udite C'è una voce nell... Ancora?! Ma scusa... allora qual è il nostro motto?!- - Non l' abbiamo capo...- -Dovremmo crearlo...le entrate di scena diventerebbero spettacolari.- si scambiavano di battute i due, sotto gli sguardi esterrefatti della professoressa e degli altri. - Ecco... SIAMO NUMERO UNO E NUMERO DUE, NOI SIAMO MEMBRI DEL TEAM EVO!- Disse una volta accortosi degli sguardi che divenivano sempre più nauseati. - Noi Abbiamo sottratto l' amuleto che stava tanto cercando Professoressa, Margery Hito, giusto?!- -SIETE STATI VOI?!- -Si, Ebbene? Comunque Ora come ora non ci possiamo permettere in alcun modo di perdere tempo con dei testimoni, quindi, mi dispiace, ma dovremo sotterrarvi!- -Cosa?!- -EHI! MA IO VI CONOSCO! VOI SIETE I LADRUNCOLI DEL CENTRO COMMERCIALE!- esclamò Oscar col suo vocione. - CA...CA...CAPO..- -Che c'è numero 2?!- -Que...quello non è il mostro gigante che ci ha messi K.O ad Azzurropoli?!- -ODDIO MA E' PROPRIO LUI....PRESTO SOTTERRIAMOLI!! TOXICROACK!! FORZA! CHIUDI LA PARETE CON QUEL MASSO!- apparì dietro infatti subito il pokémon che sulle braccia portava un Enorme masso -FERMATEVI!- gridò Vanessa, ma subito il pokémon lanciò il pesante macigno sull' uscita, coprendola e chiudendo dentro il bunker Oscar, Vanessa e tutti gli altri.
- Questa volta ce l' abbiamo fatta, Numero 2! Se continueremo così ci faranno Tenenti!- -Ha ragione Capo... ora non ci resta che tornare al nostro mezzo e tornare alla base.- -Hai ragione Numero 2! Comunque Passamelo! voglio vederlo!- -Cosa Capo?- -Come Cosa?! Sto parlando dell' amuleto che abbiamo rubato! Passamelo!- -Ma... ma capo... io pensavo che ce l' avesse lei...- -Non dirmi che....- -Capo... mi sa che Numero 3 ci abbia derubati..- -Già... vuole prendersi tutti i meriti! Ma questa volta non me la fa, oh no!- gridò al cielo -ME LA PAGHERAI NUMERO TRE!-